Pasta di capitano, ecco Forzani: "Guida in campo e nello spogliatoio" - I AM CALCIO VERCELLI

Pasta di capitano, ecco Forzani: "Guida in campo e nello spogliatoio"

Luca Forzani, capitano del Sizzano
Luca Forzani, capitano del Sizzano
NovaraPromozione Girone A

Il ruolo del capitano nel calcio moderno è spesso poco considerato, sicuramente meno di quello che meriterebbe, perché similmente a quello che accade per tanti altri valori del calcio di una volta si tende a pensare che nel funzionamento di una squadra, di un gruppo, siano altri i fattori dal peso specifico maggiore. Questo è un sentire che non trova spazio all'interno dello spogliatoio, dove il peso della fascia continua a contare, ma solo all'esterno tra chi le dinamiche del calcio le vive solo marginalmente.

Per contribuire a ridare la giusta dimensione ad uno dei tanti aspetti troppo spesso finiti ai margini, noi di IamCalcio abbiamo pensato ad una nuova rubrica, Pasta di Capitano, con la quale andremo a dare parola a chi questa fascia la indossa domenica dopo domenica per farci spiegare direttamente dalla loro viva voce come un "Capitano" vive il ruolo che la società, il mister o gli stessi compagni gli hanno assegnato. E per farlo partiamo da chi un momento magico lo sta vivendo davvero, come Luca Forzani, difensore del "Sizzano dei miracoli" ma soprattutto condottiero con la fascia al braccio di una squadra che sono ormai mesi che sta stupendo tutti.

- Quello del capitano è un ruolo importante nel gioco del calcio e tu Luca, che ricopri la carica da diversi mesi e sei diventato un leader riconosciuto nello spogliatoio del Sizzano, ne sei un esempio e per questo abbiamo voluto partire da te per inaugurare questa nuova rubrica: ci spieghi cosa significa per te indossare la fascia da capitano?

"Di sicuro è un onore ricoprire il ruolo di una figura che deve rappresentare la squadra in campo ma anche fare da tramite tra il gruppo di giocatori e l'allenatore o la dirigenza. Il capitano dev'essere quell'uomo che trasmette ai compagni la mentalità vincente, dando a tutto il gruppo le motivazioni giuste per scendere in campo".

- Sei stato capitano non solo a Sizzano, ma anche nella tua precedente esperienza a Briga: quanto conta la figura del capitano all'interno dello spogliatoio e che tipo di caratteristiche deve avere?

"All'interno dello spogliatoio tutti i giocatori fanno riferimento al capitano perché quando ci sono dei problemi questi deve essere il primo a prendersi delle responsabilità. E' una figura importante sia quando le cose vanno bene, come sta succedendo a noi in questo momento, ma ancora di più quando si vivono delle difficoltà perché è il primo a doverci mettere la faccia, cercando di tirare il gruppo in maniera positiva sia durante l'allenamento che al momento della partita".

- Spesso il capitano diventa il "portatore" in campo delle idee dell'allenatore e quindi il rapporto tra i due dev'essere molto stretto, particolare: qual è il tuo con mister Paladin?

"Di sicuro con Matteo (Paladin, n.d.r.) c'è un rapporto di grande stima nato a Suno e rafforzato dalle vicissitudini che abbiamo vissuto assieme nel primo periodo a Sizzano. Quando mio papà, mister Forzani, lasciò la guida della squadra e avuto un ruolo importante nel convincerlo ad accettare la panchina del Sizzano perché ritengo che sia un allenatore di valore che ha calcato, anche come giocatore, palcoscenici importanti. E' un tecnico che insegna calcio, che è capace di dare alla propria squadra la mentalità vincente: anche nelle difficoltà non ha mai smesso di credere nel gruppo a propria disposizione, i primi mesi a Sizzano sono stati difficili perché lui ha avuto bisogno di trovare il proprio spazio nell'ambiente-Sizzano e la squadra ha dovuto conoscerlo".

- Dopo aver cominciato a parlare di Sizzano non possiamo parlare anche della tua esperienza con questa maglia. Sei un classe '85, un giocatore navigato che ha girato molte squadre nella sua carriera: pensi di aver trovato qui la tua giusta dimensione e la tua completa maturazione?

"Dopo l'infortunio patito a Briga avevo bisogno di trovare un ambiente come questo perché altrimenti avrei preso seriamente in considerazione la possibilità di smettere, in alcune società vengono fatte tante promesse che poi non vengono mantenute mentre qui sei lasciato tranquillo di lavorare non facendoti mai mancare niente: le quattro persone che seguono in maniera completa questa società danno l'anima per il Sizzano e il salto storico in Promozione se lo sono meritati veramente tanto, perché tirano avanti il calcio in questo piccolo paese con tutta la passione che hanno".

- Il salto storico l'avete vissuto nella scorsa stagione, portando per la prima volta il Sizzano in Promozione: quali sono i ricordi più vividi che ti porti dietro relativi al campionato concluso con la sconfitta nell'ultimo atto dei playoff?

"Il campionato scorso, oltre a segnare una pietra miliare nella storia di questa società, ci ha permesso anche di conseguire il record di punti per un Sizzano che 56 punti in campionato non li aveva mai fatti. Abbiamo girato a 21 punti a metà stagione e nel ritorno ne abbiamo conquistati 35, diventando la squadra che ha fatto più punti di tutte, senza mai perdere una partita, con 15 risultati utili consecutivi che sono arrivati a 19 con le prime gare di quest'anno. E' stato tutto merito del gruppo, composto interamente da bravi ragazzi che è stato capace di amalgamarsi al suo interno e che, mano mano che i risultati arrivavano, ha acquisito la consapevolezza di poter fare qualcosa di importante. L'appetito vien mangiando e trovandoci in questa situazione abbiamo dato tutti il 110 per cento, riuscendo ad arrivare ai playoff: le prime due partite sono andate bene poi, arrivati nel triangolare, abbiamo forse un po' staccato la spina perché tiravamo da gennaio anche perché in giro si è sentito tanto parlare di società che non si sarebbero iscritte e di un salto che avrebbe potuto arrivare lo stesso attraverso il ripescaggio. Conquistare la promozione sul campo però mi sarebbe piaciuto di più, ho vissuto la stessa cosa a Fondotoce quando abbiamo vinto sul campo e il gusto sarebbe stato ancora più grande".

- In questa stagione molti pronostici della vigilia davano il Sizzano come la classifica vittima sacrificale che avrebbe dovuto lottare tutta la stagione per conquistare una salvezza che difficilmente sarebbe arrivata. In realtà i primi due mesi di campionato vi hanno eletto, assieme alla Dufour Varallo ma forse ancor di più per certi frangenti, la vera sorpresa stagionale tanto che con una vittoria nell'ultimo turno avreste potuto essere davanti a tutti: vi aspettavate una partenza così positiva e a che obiettivo adesso bisogna guardare?

"La classifica in questo momento dice questo e, per far capire quanto tutti ci teniamo a quello che stiamo facendo, domenica dopo la gara con il Piedimulera ero un po' arrabbiato per un pareggio in cui potevamo forse fare qualcosa di più; il campo era pesante ma abbiamo badato più a non perdere piuttosto che a provare a vincere. Siamo però solamente all'inizio della stagione e guardare la classifica ora sarebbe sbagliato: l'obiettivo della società è quello di mantenere la categoria ma logicamente, se a primavera la salvezza sarà già arrivata e da questo punto di vista saremo tranquilli, nessuno si tirerà indietro o andrà in campo per perdere le partite. Non ce l'aspettavamo? Forse sì, perché quando abbiamo cominciato, in Coppa Piemonte con il Briga, siamo scesi in campo un po' timorosi perché la società la categoria non l'aveva mai fatta e anche nel gruppo eravamo in pochi ad aver già giocato in Promozione. Le prime due gare di campionato e il ritorno della sfida di Coppa con il Briga ci hanno fatto però capire che questo gruppo in categoria ci può stare e da lì, cercando di esprimere il nostro gioco, abbiamo vinto due sfide con squadre blasonate come Juventus Domo e Bulè Bellinzago e questo ci ha dato la spinta giusta per partire così bene".

- Hai accuratamente evitato di dire dove questo Sizzano può arrivare...

"Le somme bisognerà tirarle alla fine del girone d'andata, per capire al giro di boa dove saremo arrivati. Possono arrivare momenti difficili, questo lo sappiamo, ma non è giusto porsi degli obiettivi: cavalchiamo l'onda finché si potrà e se saremo in zona alta di classifica anche verso febbraio-marzo, allora cercheremo di capire davvero il da farsi".

- Il capitano ha il polso della situazione all'interno dello spogliatoio, conosce bene i propri compagni e sa quali potenzialità questi possono avere ed esprimere: sei alla guida di un gruppo che ha al suo interno tanti giovani di valore, quali di questi secondo te potrebbe spiccare il volo per giocare anche in categorie superiori?

"A Sizzano ci sono sicuramente giocatori importanti che magari hanno raccolto fin qui meno di quello che avrebbero meritato. Uno di questi è sicuramente Delfino, che ha avuto nella scorsa stagione una crescita esponenziale in cui si vede nitida la mano del mister, che ha migliorato ciascuno di noi compreso me. Anche Borruto e Bovo sono cresciuti tantissimo così come Yeboah che, pur essendo con noi solamente da un paio di mesi, è già diventato parte integrante e importante della nostra squadra: tutti loro sono ragazzi che possono essere la forza del Sizzano, perché ora non si devono accontentare; sono arrivati all'età in cui bisogna capire davvero cosa vogliono fare, vivere una buona stagione quest'anno potrebbe proiettarli nel prossimo futuro a vivere categorie ancora più importanti. Un altro ragazzo che voglio citare è Alessandro Grazioli: anche lui negli ultimi due anni ha maturato una crescita importante e sicuramente quando rientrerà a pieno regime ci darà una spinta ulteriore. Il Sizzano però è fatto anche di ragazzi di esperienza che fanno sentire la propria mano nel guidare il resto del gruppo, giocatore come Cupia che è una garanzia, Soro e anche Colombo, che magari in campo ci sta meno ma che è importantissimo per il gruppo".

- La tua è stata una carriera importante, che ha toccato tantissime piazze nel suo peregrinare: ce n'è una che ti è rimasta nel cuore più delle altre?

"Credo che per qualsiasi calciatore giocare nella squadra del paese dove abita sia qualcosa di speciale. Io sono di Briga e per me giocare con quella maglia ed indossarne anche la fascia di capitano resterà qualcosa di indelebile. La squadra che però mi ha fatto fare il salto vero di qualità credo che sia stata Stresa, dove sono diventato davvero un calciatore di categoria. Briga per me è il cuore, mi è dispiaciuto non poter vivere un campionato di Promozione con quella maglia addosso, ma Stresa rappresenta la crescita".

- A febbraio compirai 35 anni, un'età in cui si fanno i bilanci di quello che è stato cominciando magari a guardare al futuro con occhio diverso: sei contento di quello che sei riuscito a costruire durante la tua carriera e nel dopo ti vedi magari al posto di mister Paladin, a guidare una squadra dalla panchina?

"Il mondo del calcio è parte della mia vita quindi credo che anche in futuro resterò in questo ambiente, non mi vedo lontano da un campo di calcio anche per il contesto familiare che ha sempre gravitato attorno al tappeto verde. In che ruolo ancora non lo so ovviamente, anche se mi piacerebbe allenare forse più un settore giovanile che una prima squadra, anche se tutto è da valutare. Ora come ora fisicamente mi sento molto bene, ho voglia di continuare a giocare ancora. Per quanto riguarda il bilancio, non posso che ritenerlo positivo; sicuramente, come in ogni cosa, avrei forse potuto ottenere qualcosa di più, diciamo che mi sarebbe piaciuto vivere almeno una stagione in Eccellenza anche se non mi posso lamentare. Dopo i primi due anni a Momo c'è stata la possibilità, ho fatto la preparazione a Suno che quell'anno era in Eccellenza e sono stato in lizza per rientrare nei giovani impiegati quell'anno: giocavo però in mezzo al campo e lì c'era molto traffico, per quello l'occasione è sfumata. Nel prosieguo ho cercato sempre società che avessero un progetto e chiamate vere e proprie dall'Eccellenza non ne sono mai arrivate ma non mi sento sminuito per questo, le mie soddisfazioni me le sono tolte e tuttora sto continuando a farlo con la maglia del Sizzano".

La carriera di Luca Forzani:

Stagione Squadra Categoria Presenze Gol fatti
2002-03 MOMO Prom. 16 1
2003-04 MOMO Prom. 28 1
2004-05 BRIGA 1 Cat. 28 3
2005-06 BRIGA 1 Cat. 25 9
2006-07 BRIGA 1 Cat. 24 7
2007-08 STRESA Prom. 26 5
2008-09 STRESA Prom. 24 8
2009-10 STRESA Prom. 20 3
2010-11 OMEGNA Prom. 25 2
2011-12 VARALPOMBIESE 1 Cat. 27 2
2012-13 DORMELLETTO 1 Cat. 26 -
2013-14 VERUNO 1 Cat. 12 4
dic-13 FONDOTOCE RAMATE 1 Cat. 14 2
2014-15 VALLESTRONA 1 Cat. 11 2
dic-14 SUNO 1 Cat. 13 -
2015-16 BRIGA 1 Cat. 19 1
2016-17 SIZZANO 1 Cat. 20 1
2017-18 SIZZANO 1 Cat. 21 -
2018-19 SIZZANO 1 Cat. 28 6
2019-20 SIZZANO Prom.

Carmine Calabrese

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