Trent’anni di carriera per Raffaele Fabani - I AM CALCIO VERCELLI

Trent’anni di carriera per Raffaele Fabani

Raffaele Fabani
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Raggiunge un traguardo importante uno degli allenatori più conosciuti nel novarese/vercellese del calcio dilettantistico, Raffaele Fabani festeggia trent’anni sulle panchine della zona e per celebrarlo abbiamo pensato di raccogliere le testimonianze dei giocatori che in questi anni sono stati più legati al mister di Quarona.

Alessandro Prini: “Raffaele è un mister navigato che tira fuori il meglio dai propri giocatori, ti sprona a dare il meglio e per come te lo chiede non puoi che accontentarlo. Ho vinto con lui un campionato con il Valsessera, ho sfiorato la vittoria play-off con il Grignasco e adesso a Quarona stiamo combattendo per conquistare la prima categoria che ci sta sfuggendo soprattutto causa covid; ho giocato con suo figlio, c’è un rapporto speciale con lui e abbiamo tutta una serie di scaramanzie che facciamo la domenica a partire dalla colazione sempre allo stesso bar e allo stesso posto”.

Antonio Di Cristofano: “Ho un bellissimo rapporto con mister Fabani, ci sentiamo ogni tanto soprattutto in prossimità delle feste, mi ha chiesto di giocare a Quarona con lui ma per motivi logistici non posso purtroppo farmi allenare ancora dal mister anche se mi piacerebbe. E’ uno degli allenatori più preparati che ho avuto, ad Oleggio Castello ha preso la squadra terz’ultima in terza categoria e ci ha fatto cambiare radicalmente dandoci metodo ed entusiasmo permettendoci di raggiungere risultati importanti. Non nego che batterlo nella finale play-off mi è spiaciuto, ovviamente è stato un risultato straordinario per l’Oleggio Castello ma avrei preferito non conseguirlo proprio contro una persona e un allenatore come Raffaele Fabani”.

Paolo Serafin: “Non posso che parlare bene di Raffaele Fabani, oltre che sul campo siamo molto amici nella vita ed è sempre un piacere quando abbiamo la possibilità di stare assieme. Con lui ho condiviso tante vittorie a partire dall’A.S. Varallo, poi Rovasenda e San Maurizio e ho cercato di imparare tanto da lui. E’ come un fratello maggiore, come mister è preparato e cerca di stare al passo con i tempi, personalmente mi ha fatto giocare in tanti ruoli cercando di tirare fuori sempre il meglio dalle mie prestazioni; le sue caratteristiche? Il gruppo al primo posto e il lavoro sul campo”.

Alessandro Loffredo: “Siamo amici, c’è massimo rispetto reciproco tra di noi, io con lui ho fatto 13-14 anni in due società dove abbiamo vinto due campionati in un calcio molto diverso, più difficile con un tasso tecnico molto alto. Raffaele è una persona alla buona, ha sempre cercato di fare gruppo, di scegliere giocatori bravi per fare bene. Tuttora ci vediamo, massimo rispetto da giocatore ad allenatore e quando sono diventato mister anch’io lui è stato molto contento e mi ha dato una mano; Raffaele vive per il calcio, ha una forte passione per il calcio dilettantistico, sono stato molto contento di essere stato allenato da mister Fabani”.

Gigi Vurro: “Un grande, io l’ho conosciuto prima da avversario, eravamo in prima categoria, lui allenava il San Maurizio con una squadra fortissima, poi me lo ricordo a Valsessera sempre in prima, c’erano dei bei derby in quei anni. Raffaele aveva sempre delle formazioni forti e competitive, anni dopo ci siamo trovati a Grignasco in seconda categoria, io un po’ vecchiotto, lui è arrivato e mi ha confermato capitano, è stato amore a prima vista calcisticamente parlando, bellissimi ricordi, una persona piacevole, ero un po’ il suo pupillo. Siamo andati vicino a salire, eravamo una bella squadra purtroppo ci siamo sempre fermati ai play-off; c’erano giocatori come Belviso, Prestini, Zammariello, Panella, quelli forte della zona lo seguivano e volevano farsi allenare da lui. Una persona squisita, ancora adesso ci sentiamo quasi tutti i giorni, lui mi chiama ancora capitano e io ancora mister, stravedo per lui e sono stati anni stupendi; l’ho seguito dopo Grignasco a Oleggio e a Quarona dove praticamente non ho giocato. Racconto un aneddoto, quando è arrivato a Grignasco volevo quasi smettere, lui mi ha fatto tornare la voglia di giocare, i miei acciacchi sono dovuti anche al fatto che in qualche partita non avrei dovuto giocare ma lui ti spronava talmente tanto che alla fine giocavi per lui in qualsiasi condizione. Avrebbe meritato qualche categoria in più, sicuramente”.

Dario Carginale: “E’ un grande amico soprattutto e un grande mister, ho avuto la fortuna di essere allenato da lui a San Maurizio dove abbiamo fatto veramente bene, la mia valutazione è soprattutto sulla persona, quello che dice mantiene sempre, si trovano poche persone come lui nella vita ma soprattutto nel calcio. Le nostre strade si sono divise calcisticamente parlando e l’ho affrontato da avversario e non posso negare che segnare o vincere contro di lui mi dispiaceva molto, è segno di un affetto che ho nei suoi confronti. Lui mi avrebbe portato ovunque a giocare con lui, sono andato a dargli una mano ad Oleggio Castello ma l’esperienza è durata pochissima ma non certo per colpa sua. Voglio sottolineare il rapporto di stima e di affetto che c’è tra di noi ma soprattutto che Raffaele è una bellissima persona”.

Paolo Robino: “Ho giocato una vita per lui, quattro anni all’A.S.Varallo, otto anni al San Maurizio dove siamo passati dalla terza alla prima categoria, due anni a Rovasenda e quattro anni a Valsessera. Gli ho fatto vincere tutto, ben sette campionati!!! Grande mister, motivatore, dell’altra squadra sapeva tutto. Grandi soddisfazione assieme, abbiamo vissuto dei momenti di gioia indimenticabili. Racconto un aneddoto, a San Maurizio eravamo secondi e non riuscivamo a superare il Vallestrona, noi vincevamo e loro facevano altrettanto, ci ha promesso che se avessimo vinto il girone d’andata ci avrebbe portato tre giorni a Sanremo.. e così è stato! Papa, amico, allenatore, un grande”.

Davis Prestini: “Ho giocato per lui a Grignasco, lo conoscevo solo come avversario, quando ci siamo incontrati e ci siamo conosciuti mi è sembrato subito una persona squisita, un uomo di cuore e la prima impressione è stata corretta. Abbiamo subito avuto un ottimo rapporto, più che come mister mi piace parlare di lui come persona, dà tutto per la squadra e per i suoi giocatori, un ottimo mister e un ottimo uomo. Anche dopo l’esperienza a Grignasco siamo rimasti in contatto, lo reputo un amico e tutt’ora ci sentiamo spesso, in quei due anni è nata una bella amicizia, non posso che parlar bene di Raffaele, un gran motivatore, pronto a caricarti prima e durante le partite, aveva sempre una buona parola e ti dava sempre tanti consigli, se avessi qualche anno in meno e mi chiedesse di andare a giocare per lui lo farei di corsa”.

Marco Dho

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