Sanzione esemplare del Giudice Sportivo, 5 anni al difensore del Domo - I AM CALCIO VERCELLI

Sanzione esemplare del Giudice Sportivo, 5 anni al difensore del Domo

Falcioni, comminati 5 anni di squalifica
Falcioni, comminati 5 anni di squalifica
VcoPromozione Girone A

E' pesantissima - ancorché tutt'altro che inattesa - la pena inflitta a Niccolò Falcioni, difensore della Juventus Domo che durante la sfida dell'ultimo weekend con la Dufour Varallo, si è reso protagonista di un gesto vergognoso nei confronti di un avversario, il centrocampista Gabriele Testori, colpito da una gomitata vile e proditoria che ha provocato al giocatore valsesiano la perdita di quattro denti obbligandolo a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso e a subire le relative cure mediche per porre rimedio al danno occorso.

Squalifica fino al 10 novembre 2027 - cinque anni, il massimo edittale - con richiesta di radiazione da qualsiasi rango e categoria della FIGC: questa la decisione del Giudice Sportivo che si è avvalso della prova video, con numerose e nitide immagini dell'accaduto che hanno fatto il giro del web e non solo, per appurare quanto accaduto visto che nè il direttore di gara nè tanto meno gli assistenti si sono accorti pienamente di quanto successo sul terreno di gioco con Falcioni che, per il gesto perpetrato ai danni di Testori, se l'era cavato con una semplice ammonizione.

Il fatto Al minuto 87 della tiratissima sfida del "Curotti", con le squadre sul 2-2, dopo che l'attaccante valsesiano Nobili aveva insaccato il nuovo vantaggio ospite - in una gara che sarebbe peraltro terminata in parità (3-3) con la Juventus Domo capace nel finale di riagguantare la Dufour - Testori indugia a festeggiare la rete del compagno correndo verso il centro del campo. Sulla sua strada, senza che lui se ne avveda, si staglia la figura di Falcioni che sullo slancio dell'avversario alza il gomito colpendo Testori in pieno volto; l'impatto è terrificante, il centrocampista valsesiano resta a terra in una maschera di sangue subito soccorso dai compagni di squadra che protestano per quanto avvenuto all'indirizzo del direttore di gara che non ha visto il gesto del difensore domese. 

La sentenza Un simile atto non poteva passare inosservato, non fosse altro per il grande clamore che si è sviluppato intorno alla vicenda che ha pochi precedenti nel nostro calcio dilettantistico provinciale. Da qui la mano ferma con cui il Giudice Sportivo è intervenuto nei confronti del giocatore della Juventus Domo: "Per condotta violenta di inaudita gravità, del tutto gratuita e non scusabile, nei confronti di un avversario. Nello specifico, al minuto 40' del secondo tempo di gioco, il Sig. Falcioni veniva ammonito per "condotta antisportiva". Nel proprio referto, l'arbitro segnalava nella sezione "varie ed eventuali" che sempre al minuto 40' del secondo tempo di gioco il calciatore n. 6 della Dufour Varallo, Sig. Gabriele Testori, perdeva vistosamente sangue dalla bocca a seguito di un colpo al volto, evento avvenuto al di fuori del suo campo visivo; a fine partita, la Società comunicava al direttore di gara che il giocatore aveva subito danni all'arcata dentale e si era recato al Pronto Soccorso per le cure del caso. Nel proprio supplemento di rapporto l'arbitro ha specificato che i due eventi sono correlati: egli infatti nelle ridette circostanze di luogo e tempo, dopo aver convalidato la rete del momentaneo vantaggio della Società ospite e mentre si dirigeva verso centrocampo per la ripresa del gioco, scorgeva un movimento del giocatore n. 3 della Juventus Domo Sig. Falcioni che faceva cadere a terra il n. 6 avversario, Sig. Testori.

Non avendo da subito compreso la gravità del gesto, l'arbitro ammoniva il Falcioni; quando però si avvicinava al Sig. Testori per sincerarsi delle sue condizioni, si avvedeva che il giocatore colpito sanguinava copiosamente ed i suoi compagni di squadra riferivano di una gomitata ricevuta dal Sig. Falcioni. L'arbitro dichiara nel supplemento di rapporto di aver quindi compreso che si trattava di condotta violenta e non di condotta antisportiva, ma di non aver proceduto con l'espulsione del giocatore non avendo veduto direttamente né lui né i suoi assistenti il gesto. Tuttavia, la condotta del Sig. Niccolò Falcioni è stata ripresa da più persone ed è divenuta nota a tutti, dato che il video della sua violenta ed ingiustificabile gomitata volontaria al volto del Sig. Testori, "reo" di aver esultato per il momentaneo vantaggio della sua squadra, è stato pubblicato sui siti web delle maggiori testate giornalistiche sia locali che nazionali, sportive e non. La gravità del gesto del Sig. Niccolò Falcioni, e le sue conseguenze sia a breve che lungo termine per la stessa vita quotidiana della vittima, non possono ad opinione di questa Giudice passare inosservate ed impunite solo perché fortuitamente non immediatamente percepite dal direttore di gara e dai suoi assistenti.

Inoltre, la scelleratezza e la gratuità della condotta violenta perpetrata, inaccettabile da parte di uno sportivo che si voglia ritenere degno di tale appellativo, impongono l'adozione della sanzione della squalifica ed inibizione nel suo massimo edittale, ossia 5 anni, con richiesta di radiazione del tesserato Niccolò Falcioni da qualsiasi rango e categoria della FIGC".

Le reazioni Nei confronti del gesto scellerato compiuto dal proprio tesserato aveva già preso le distanze la società ossolana che subito dopo la gara, quindi ben prima del pronunciamento del Giudice Sportivo, aveva già provveduto a sospendere a tempo indeterminato il giocatore, mettendolo di fatto "fuori rosa". Il tentativo è quello di allentare fin da subito la tensione "per ristabilire - sono parole delle società affidate ad un Comunicato Stampa prodotto nella giornata odierna nel quale si fanno gli auguri di pronta guarigione a Testori - un clima di normalità". La Juventus Domo tuttavia sottolinea come fin da domenica "il ns. tesserato (ovviamente Falcioni, n.d.r.) oltre che i suoi familiari e i tesserati della USD JUVENTUS DOMO siano stati oggetto da parte di terzi soggetti di gravi e ripetute minacce delle quali, ovviamente, gli autori risponderanno nelle sedi più appropriate".

Carmine Calabrese